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Annual 2011

16 Dicembre 2010
Annual Outlook 2011

Negli Usa il prossimo anno le attese sono per un rialzo del Pil intorno al 3%, in previsione principalmente dell’approvazione del secondo piano Obama. Sul fronte prezzi lo scenario è di ritorno di pressioni inflattive, generate in buona misura dall’atteso rialzo delle materie prime. Su queste ultime potrebbe incidere l’ipotesi di allargamento del secondo piano FED (QE2) fino ad importi vicini a quelli (1700Mld$) del QE1, al fine di accelerare il recupero occupazionale e frenare le spinte disinflattive. L’allargamento del QE2 sarebbe richiesto anche dalla necessità di ricomprendere nel piano di acquisti oltre ai Treasury anche i titoli delle agenzie (come già nel QE1) ed eventualmente i Municipal Bonds, in caso di mancata proroga del piano Build America Bond

In area Euro nel 2011 è atteso un rialzo del Pil dell’1,6%, in lieve calo rispetto al 2010 a causa dell’impatto delle misure di rientro del deficit varate da diversi paesi dell’area. Sul fronte prezzi è attesa la ripresa di spinte inflative soprattutto nel secondo trimestre, causate dal rialzo delle materie prime in modo particolare energetiche. Sul fronte Bce l’attesa è di una politica monetaria condotta su due filoni. Da un lato le manovre convenzionali, con l’ipotesi di un rialzo dei tassi di 25 pb alla fine del primo semestre in corrispondenza dell’atteso rialzo del greggio. Dall’altro lato le manovre non convenzionali, con possibile rimozione del full allotment sulle operazioni a tre mesi

In Giappone il 2010 ha evidenziato la continuazione della fase di recupero, sulla scia della ripresa globale. Per il prossimo anno il recupero è atteso  proseguire in linea con l’andamento globale. Ulteriori misure accomodanti da parte della BoJ sono possibili nel tentativo di abbattere la deflazione. In Cina il 2010 ha visto il proseguimento della fase di crescita con il Pil cresciuto probabilmente oltre il 10%. Per il 2011 possibili misure restrittive nel tentativo di frenare l’inflazione che costituisce la principale minaccia per il paese

Con riferimento ai tassi governativi tedeschi, l’attesa è per un andamento al rialzo sul tratto a lungo termine nel primo semestre (in particolare nel secondo trimestre), in conseguenza principalmente dell’aumento delle aspettative di inflazione. Nella seconda parte dell’anno si potrebbe assistere ad un calo dei tassi di mercato. Con riferimento agli spread dei paesi periferici, i rischi di potenziali temporanee tensioni si collocano soprattutto in corrispondenza di scadenze elettorali tedesche, la prima delle quali a fine marzo. A tal proposito sarà comunque importante verificare la tempistica di adozione di eventuali misure strutturali anticrisi.

Con riferimento al mercato valutario, dopo eventuali pressioni sulla valuta unica nei primi mesi dell’anno che potrebbero portare il cross EurUsd fino a 1,27 a fine marzo, l’attesa è per la ripresa del trend di deprezzamento del dollaro nel secondo trimestre fino a 1,45. Nella seconda parte dell’anno, la potenziale aspettative degli operatori di manovre Fed del tasso di riferimento insieme al conseguente minor utilizzo del biglietto verde come valuta di finanziamento dei carry trade, potrebbe comportare un graduale apprezzamento del dollaro verso euro fino a 1,35. Lo yen potrebbe tornare ad essere la valuta di finanziamento del carry trade nella seconda parte dell’anno.

Il 2010 ha evidenziato un andamento dicotomico tra l’area emergente e quella sviluppata. Se, da un lato, nei maggiori paesi industrializzati la crisi economica ha continuato a far sentire i suoi effetti sulla scia del peso sui bilanci dei governi del salvataggio (diretto o indiretto) del sistema finanziario, dall’altro, nei paesi emergenti la miglior situazione debitoria ha permesso di chiudere il 2010 in forte crescita.

Con riferimento alle materie prime, l’attesa di un allargamento del QE2 della Fed in un contesto di condizioni ampie di liquidità su scala globale, lascia ipotizzare un rialzo nella prima parte dell’anno, soprattutto dopo l’inizio dell’anno lunare cinese il prossimo 1 febbraio. Nella seconda parte dell’anno si potrebbe assistere ad un parziale ridimensionamento in previsione di un contenimento della domanda cinese