11 Febbraio 2010
Monthly 11 02 2010
Da inizio anno si è assistito ad un aumento delle tensioni sui mercati finanziari a causa dei seguenti punti principali: 1) aumento della percezione del rischio sovrano in conseguenza dell’aggravarsi della crisi greca e dell’estensione di sintomi di crisi anche ad altri paesi dell’area tra cui principalmente Spagna e Portogallo; 2) inizio di manovre restrittive da parte della Cina. Con riferimento al mercato obbligazionario nei prossimi trenta giorni il tasso governativo decennale dell’area Euro potrebbe incontrare un forte supporto in area 3,10%. L’eventuale approvazione di un piano di salvataggio dei paesi nell’area in difficoltà potrebbe ridurre la percezione di sicurezza massima da parte della Germania. Relativamente al dollaro nei prossimi trenta giorni l’evoluzione del cross è legato all’andamento della crisi dei paesi dell’area Euro. L’area 1,35 rappresenta il supporto principale nell’ambito del trend di deprezzamento del dollaro di lungo termine. Lo yen potrebbe trovare un’area di supporto a 120.
Negli Usa gli ultimi dati fotografano un’economia in crescita nell’ultimo trimestre anche se l’eccezionale aumento del Pil non sembra sostenibile poiché causato soprattutto dall’aumento delle scorte. Segnali di miglioramenti arrivano dal mercato del lavoro. In base all’ultima audizione di Bernanke, la Fed potrebbe aumentare il tasso di sconto applicato ai prestiti direttamente erogati alle banche commerciali nel processo di normalizzazione. Ha poi aggiunto che un ruolo importante sarà assegnato anche ai tassi pagati sulle riserve in eccesso depositati presso la Fed. Tale strumento di riferimento potrebbe temporaneamente sostituire i Fed Funds.
In area Euro i dati macro registrano deboli segnali di miglioramento, mentre gli indici Pmi continuano a rimanere sopra la soglia dei 50. In leggero rialzo l’inflazione di gennaio. Per i prossimi mesi non sono attese modifiche al tasso di riferimento della Bce.
In Giappone i dati di fine anno evidenziano un miglioramento, sebbene dagli indici anticipatori giungano segnali contrastanti sull’evoluzione economica dei prossimi mesi. Continua la deflazione nel paese. La banca centrale ha lasciato il tasso di riferimento invariato allo 0,1% mantenendo il proprio impegno a combattere la deflazione. In Cina l’inizio del 2009 è stato caratterizzato da misure attuate dal governo per calmierare alcuni eccessi, soprattutto nel settore dei prestiti (rialzo del tasso di riserva obbligatoria e numerosi interventi dell’organo di controllo bancario). Il 15 febbraio inizia il nuovo anno lunare in Cina.
Nei mercati emergenti, dall’inizio dell’anno l’indice Embi+ spread è aumentato di 30 pb. All’interno l’Asia ha registrato il maggiore allargamento (+53 pb), seguita dall’Africa (+48 pb). Tra i paesi il maggior allargamento è stato registrato dall’Argentina (+131 pb) seguito dalla Bulgaria (+65 pb). Si restringe invece lo spread dell’Ucraina (-165 pb) e del Venezuela (-33 pb). Negativa la variazione dell’indice MSCI Emerging Markets, che da inizio anno ad oggi è diminuito di circa il 7,6%.
Da inizio anno l’indice GSCI Excess Return ha perso il 7%, con tutti i principali sottoindici in calo. Il settore dei metalli industriali (-11%) è stato quello più penalizzato, seguito dal comparto agricoli (-9%), energia (-8%) e preziosi (-3%).