Negli ultimi 30 giorni si è registrato un ridimensionamento delle tensioni sul tema rischio sovrano con riferimento ad alcuni periferici, pur rimanendo i livelli di spread in assoluto su livelli storicamente elevati. Con riferimento ai prossimi trenta giorni, è atteso un rialzo dei tassi governativi tedeschi, in vista del ridimensionamento dell’effetto flight to quality, soprattutto se sarà ben accolto dal mercato l’esito degli stress test. Sul mercato monetario, è attesa la prosecuzione del graduale rialzo dei tassi Euribor, a fronte invece di una stabilizzazione dei tassi sul mercato Ois, specularmente ad un’eventuale fase di stabilizzazione del mercato repo dei titoli governativi. Sul fronte valutario per i prossimi 30 giorni è attesa la prosecuzione della fase di deprezzamento dell’euro fino alla soglia di 1,30 vs dollaro sulla base delle seguenti ipotesi; 1) maggiore attenzione sui segnali di rallentamento Usa; 2) continuazione del rientro di parte delle posizioni speculative attualmente ancora molto sbilanciate contro euro. Con riferimento allo yen, nell’ipotesi di un recupero dell’euro/dollaro fino alla soglia di 1,30 ed ipotizzando un proseguimento del recupero delle borse, il cross eurjpy potrebbe spingersi fino ad area 115-117.
Negli Usa i dati macro pubblicati nell’ultimo mese sembrano delineare una fase di rallentamento della crescita per la seconda metà dell’anno. La debolezza del mercato immobiliare in seguito alla scadenza del programma di incentivi fiscali e la lenta ripresa del mercato del lavoro rappresentano ancora gli ostacoli principali da superare per una crescita robusta. Sul fronte prezzi, non emergono segnali di pressioni al rialzo.
In area Euro i primi dati del secondo trimestre evidenziano un buon recupero delle esportazioni che dovrebbero contribuire a sostenere la crescita. Resta sotto controllo l’inflazione. La Bce ha lasciato invariato il tasso di riferimento e confermato le modalità di svolgimento delle prossime operazioni di rifinanziamento a 3 mesi.
In Giappone i dati di maggio hanno evidenziato una pausa nella fase di recupero economico. La deflazione continua a dominare lo scenario forzando la BoJ a mantenere una politica monetaria estremamente accomodante. Il deludente esito elettorale nelle elezioni per il rinnovo di parte della camera alta, pone rischi di blocco legislativo per il DPJ. In Cina la banca centrale ha annunciato una maggiore flessibilità dello yuan sui mercati. Gli indici anticipatori lasciano prevedere un rallentamento in atto nei prossimi mesi.
Nell’ultimo mese l’indice Embi+ spread si è ristretto di circa 30 pb. All’interno solo Ecuador ed Ucraina vedono un allargamento degli spread. Le riduzioni maggiori si sono registrate in Argentina (93pb). Bulgaria (77pb) e Venezuela (64pb). Per l’Europa si registra un calo di 25 pb. Positiva la variazione dell’indice MSCI Emerging Markets, che nell’ultimo mese è salito di circa il 4,3.
Dal 16 giugno l’indice GSCI Excess Return è calato dell’1%, recuperando negli ultimi giorni quanto perduto a causa dell’aumento dell’avversione al rischio tra gli operatori dovuto ad una serie di dati macro negativi negli Usa ed in Cina. Il comparto peggiore è stato quello degli energetici (-2%) seguito dai preziosi (-1,7%). Intorno alla parità per i metalli industriali, forte rialzo per gli agricoli (+7%). Il tutto è avvenuto in un contesto di deprezzamento del dollaro vs euro e rialzo delle borse nel mese di luglio.