17 Marzo 2010
Monthly 17 03 2010
Il tema dominante del mese di febbraio è stato rappresentato dal rischio sovrano, in seguito al peggioramento della alla crisi greca ed al rischio di un eventuale contagio ad altri paesi dell’area euro e più in generale dell’Europa. Con riferimento al mercato obbligazionario nei prossimi trenta giorni si potrebbe assistere ad un rialzo dei tassi governativi che dovrebbe interessare soprattutto il comparto decennale. Relativamente al dollaro nei prossimi 30 giorni l’area 1,35 potrebbe continuare a rappresentare uno spartiacque molto importante che delimita il passaggio ad un’eventuale temporanea fase di overshooting che potrebbe portare la valuta unica fino a livelli del marzo 2009. La tenuta di 1,35 potrebbe eventualmente portare il cross fino a 1,41. In tale scenario il cross €/Yen potrebbe salire fino alla resistenza 128.
Negli Usa Gli ultimi dati evidenziano una continuazione della crescita economica con una stabilizzazione del mercato del lavoro. Nuovi segnali di debolezza del settore immobiliare.
In area Euro iniziano ad emergere segnali che i lasciano ipotizzare un primo trimestre non brillante sul fronte crescita. Gli indici Pmi continuano a rimanere sopra la soglia di 50. In leggero rallentamento l’inflazione di febbraio. La riunione della Bce di marzo si è conclusa con tassi invariati. Trichet ha fornito le linee guida delle prossime operazioni di rifinanziamento.
In Giappone migliorano i dati relativi alla crescita ed al mercato del lavoro. La preoccupazione principale rimane la deflazione che lascia prevedere una fragilità dell’attuale fase di recupero. In Cina proseguono le misure tese ad eliminare alcuni eccessi nell’economia. Rallentano gli indici anticipatori, accelera l’inflazione.
Nei mercati emergenti, nell’ultimo mese l’indice Embi+ spread è sceso di 43 pb, posizionandosi ai minimi da metà 2008. All’interno l’Asia ha registrato il maggiore restringimento (-58 pb), seguita dall’America Latina (-45 pb). Tra i paesi si è allargato lo spread del solo Ecuador (+8 pb). Si restringe invece lo spread dell’Ucraina (-315 pb) e del Venezuela (-100 pb). Positiva la variazione dell’indice MSCI Emerging Markets, che nell’ultimo mese è salito di circa l’8%.
Dall’11 febbraio l’indice GSCI Excess Return è salito del 4% guidato dal settore dei metalli industriali (+9%). Positivi anche gli energetici (+6%) ed i preziosi (+2%). Negativi gli agricoli (-7%). Il rialzo è avvenuto in un contesto particolare, caratterizzato dall’apprezzamento del dollaro vs euro. Nell’ultimo periodo è pertanto venuta meno la tipica correlazione negativa tra materie prime e dollaro (tipicamente un rafforzamento del dollaro dà luogo ad un calo delle materie prime e viceversa.