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Monthly 20 05 2010

24 Maggio 2010
Monthly 20 05 2010

Negli ultimi 30 giorni l’attenzione degli operatori è stata rivolta soprattutto alla evoluzione della crisi greca cui poi successivamente sono seguite le importanti decisioni sia dal lato dei governi dell’area sia della Bce. Nei prossimi 30 giorni, un appuntamento rilevante per delineare il  relativo scenario delle variabili di mercato è rappresentato dal voto del parlamento tedesco sul citato piano salva-euro fino a 750 Mld€, in particolare nella parte che prevede la concessione di garanzie dei paesi membri a favore dello Special Purpose Vehicle. Tale votazione potrebbe essere effettuata il 21 maggio, in concomitanza con l’Ecofin. Con riferimento ai tassi governativi, l’ipotesi di un graduale rientro delle tensioni delle ultime settimane, potrebbe comportare alternativamente o congiuntamente un ridimensionamento dei differenziali di tasso della Germania vs paesi periferici ed un rialzo dei tassi tedeschi. Sul fronte valutario, il forte deprezzamento dell’euro potrebbe incontrare un primo livello rilevante di supporto in prossimità di 1,20.

Negli Usa gli ultimi dati evidenziano ancora una continuazione della crescita economica con segnali positivi provenienti sia dagli indicatori anticipatori sia dal mercato del lavoro a fronte di assenza di pressioni inflattive. In recupero il settore immobiliare favorito dalla scadenza degli incentivi fiscali.

In area Euro gli indici anticipatori puntano ad un’espansione della crescita nei prossimi mesi, mentre gli ultimi dati consuntivi hanno evidenziato una crescita migliore delle attese soprattutto in Germania. In rialzo l’inflazione di aprile.
 
In Giappone i dati di marzo relativi alla crescita sono stati positivi. La deflazione continua a persistere con la BoJ che ne prevede la fine solamente nel 2011. In Cina i dati di aprile evidenziano il rischio di surriscaldamento dei prezzi sia al consumo sia degli immobili. Segnali contrastanti dagli indici anticipatori.

Nell’ultimo mese l’indice Embi+ spread è salito di 67 pb. Le variazioni maggiori si sono registrate in Venezuela (239 bp), Bulgaria e Ucraina (161 bp). Per l’Europa si registra un incremento di 73 bp. Negativa la variazione dell’indice MSCI Emerging Markets, che nell’ultimo mese  è sceso di circa il 12,5%.

Dal 13 aprile l’indice GSCI Excess Return è calato del 13% circa guidato dal settore dei metalli industriali (-16%) e dell’energia (-15%). In calo gli agricoli (-4%). In controtendenza il settore dei metalli preziosi (+5%). Il calo è avvenuto in un contesto di elevate tensioni sui mercati finanziari in seguito all’inasprirsi delle tensioni in Europa collegate alla Grecia ed ai paesi periferici.